Covid-19: la situazione in Lombardia aggiornata a giovedì 26 marzo

Il numero dei tamponi pubblicato continua a variare giorno per giorno. Questo impone sempre una grande prudenza nell’analisi degli andamenti perché potrebbero esserci oscillazioni dovute ai ritardi di trasmissione dei dati più che all’evoluzione sostanziale della situazione.

Peraltro è sempre più significativo il numero dei tamponi che sono ancora in fase di analisi (sono più di mille oggi). L’esito di queste analisi può cambiare radicalmente la prospettiva dei dati odierni.

Purtroppo oggi l’andamento dei dati non conferma il miglioramento percepito ieri.

Oggi non sono state comunicate variazioni riguardo il numero dei ricoveri in terapia intensiva. Speriamo non significhi che è stata ormai saturata la capacità disponibile.

Il rapporto tra decessi e casi positivi in Lombardia è ormai arrivato al 14% un valore completamente fuori scala se confrontato con quanto rilevato in altri paesi e in altre regioni. È una ulteriore dimostrazione dell’inaffidabilità dei dati!!

Non ci si può stancar di ripetere che per ottenere un monitoraggio più preciso servirebbero molti più tamponi! Approccio che viene adottato in altre regioni.

Anche per l’analisi provinciale deve valere la prudenza dettata dalle considerazioni dette sopra.

Il trend complessivo sembra ragionevolmente stabile. Speriamo di poter osservare nei prossimi giorni una conferma di questa stabilità e magari anche qualche segno di ulteriore miglioramento.

Purtroppo l’andamento odierno di Milano dà ragione alla prudenza espressa negli ultimi giorni. La crescita dei casi positivi è tornata a dei livelli significativi, anche se influenza poco l’andamento della media mobile su cinque giorni.

Per poter valutare meglio la situazione, abbiamo chiesto di sapere giorno per giorno quanti tamponi vengono effettuati per ogni provincia.

Si ribadisce la difficoltà di analizzare dati di cui non è garantita l’uniformità e l’omogeneità.

Per dare una valutazione dell’efficacia delle misure adottate dobbiamo aspettare ancora qualche giorno.

L’andamento dei decessi e soprattutto del loro rapporto con i casi positivi impone un serio ragionamento sulla qualità dei dati.

Da un lato riproponiamo la domanda già espressa in passato: se i numeri servono per supportare le decisioni, quanto possono essere valide le decisioni quando i numeri sono così aleatori? Dall’altro ci si chiede se l’aleatorietà di questi dati renda poco trasparente la lettura della situazione e celi l’eventuale impotenza di chi si è trovato a gestire una situazione più grande delle sue capacità!

Qui la dashboard coi dati interattivi.