Covid-19: la situazione in Lombardia aggiornata a martedì 21 aprile

Per settimane ci è stato detto che la capacità produttiva non poteva essere aumentata; questa settimana abbiamo potuto rilevare una capacità quasi doppia di quella di due settimane fa. Inoltre in questi giorni è emerso che ci sono in Lombardia laboratori privati che fanno tamponi al di fuori del sistema sanitario regionale. La Regione Lombardia deve avere il coraggio di avocare a sé la capacità produttiva anche di questi laboratori.
L’andamento pressoché costante del numero di casi positivi e del numero di decessi negli ultimi giorni indica il passaggio a una fase di crescita costante (il cosiddetto plateau). Ci vorrà ancora tempo prima di vedere un’effettiva diminuzione. La battaglia non è ancora vinta.

È indispensabile condurre un’analisi qualitativa per capire le cause dei contagi che si stanno verificando a più di un mese dell’inizio del lockdown: se non si capisce qual è la ragione di un così continuo e persistente contagio non si potrà affrontare con serietà e serenità l’approccio alla fase2.
La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e continua è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività.
È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio (anche tramite test sierologici) in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario.
Le persone, le aziende e le organizzazioni lombarde devono essere in grado di interagire con i loro partner principali in maniera semplice, efficace ed efficiente, per questo è necessario che  le modalità operative messe in atto in Lombardia siano compatibili e omogenee con quello che avverrà nelle altre regioni italiane e nelle altre nazioni europee.

Qui la dashboard coi dati interattivi.