Covid-19: la situazione in Lombardia aggiornata a giovedì 23 aprile

Per settimane ci è stato detto che la capacità produttiva non poteva essere aumentata. Dopo aver toccato un massimo ieri,  oggi la capacità è diminuita dell’11%. Ci chiediamo perché ci voglia così tanto tempo per aumentare sistematicamente la capacità di analisi del sistema lombardo.
In questi giorni è emerso che ci sono in Lombardia laboratori privati che fanno tamponi al di fuori del sistema sanitario regionale. Non è ancora chiaro se la Regione Lombardia sia riuscita o meno ad avocare a sé la capacità produttiva anche di questi laboratori.
L’andamento pressoché costante del numero di casi positivi e del numero di decessi negli ultimi giorni conferma il passaggio a una fase di crescita costante (il cosiddetto plateau). Ci vorrà ancora tempo prima di vedere un’effettiva diminuzione. La battaglia non è ancora vinta.

È indispensabile condurre un’analisi qualitativa per capire le cause dei contagi che si stanno verificando a più di un mese dell’inizio del lockdown: se non si capisce qual è la ragione di un così continuo e persistente contagi o non si potrà affrontare con serietà e serenità l’approccio alla fase due. 
La messa in opera di una raccolta dei dati epidemiologici precisa e continua è necessaria premessa alla fase di ripresa delle attività.
È urgente definire al più presto il sistema di mappatura del contagio combinando nell’opportuna sinergia i test basati sui tamponi rino-faringei con i test sierologici in funzione della strategia di riapertura che non dovrà essere rimandata più di quanto strettamente necessario.
Le persone, le aziende e le organizzazioni lombarde devono essere in grado di interagire con i loro partner principali in maniera semplice, efficace ed efficiente, per questo è necessario che  le modalità operative messe in atto in Lombardia siano compatibili e omogenee con quello che avverrà nelle altre regioni italiane e nelle altre nazioni europee.

Qui la dashboard coi dati interattivi.