Covid-19 in Lombardia: l’analisi settimanale aggiornata a giovedì 9 luglio

È evidente una riduzione del contagio, ma è altrettanto evidente che l’epidemia di COVID-19 non si è esaurita.
Oggi è necessario monitorare con attenzione la situazione ed essere in grado di rilevare tempestivamente ogni eventuale nuovo focolaio.
Il sistema che in altri paesi e in altre regioni si è dimostrato il più efficace (ed efficiente) quello basato sui tamponi e sul tracciamento dei contatti.
test sierologici mantengono la loro importanza per valutare la diffusione del contagio ma possono poco per individuare tempestivamente i nuovi focolai e quindi permettere di arginarli.
Purtroppo, da Regione Lombardia non arrivano segnali incoraggianti. L’attenzione continua a essere concentrata sui posti letto, mentre si trascurano i test e il tracciamento dei casi (su questo fronte, per esempio, non si vede nessuna iniziativa della giunta regionale di promozione dell’applicazione IMMUNI).

Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 662, in calo (seppur modesto) rispetto ai valori rilevati nella scorsa settimana e in quelle  precedenti.
Nella settimana che si chiude oggi sono stati comunicati 61’000 tamponi: un valore così basso non era registrato dalla metà di aprile (siamo al minimo delle ultime 12 settimane).
La percentuale dei casi positivi sul numero di tamponi efficaci (positivi + negativi) scende al 2,5%, mentre la percentuale di tamponi positivi per le persone «nuove» sottoposte al test è rimasta sotto il 2%.
Il numero dei decessi settimanali è pari a 59, quattro in meno di quelli registrati nella scorsa settimana, e comunque in calo rispetto ai valori delle settimane precedenti.
Come sempre la volubilità di tutti questi numeri impone una grande prudenza nell’analisi degli andamenti.

Questa analisi viene adesso condotta su base settimanale (circa una volta alla settimana), quindi le slide riportano prevalentemente dati analizzati su questa scala.