Covid-19 in Lombardia: l’analisi settimanale aggiornata a giovedì 23 luglio

Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 399, in calo rispetto ai valori rilevati nella scorsa settimana e in quelle  precedenti.
Nella settimana che si chiude oggi sono stati comunicati quasi 57’000 tamponi: un valore intorno al quale sembra essersi stabilizzata la capacità della Regione Lombardia (comunque decisamente inferiore rispetto al massimo raggiunto con più di 85’000 tamponi settimanali).
La percentuale dei casi positivi sul numero di tamponi efficaci (positivi + negativi) continua a diminuire e scende fino a circa l’1,6%, mentre la percentuale di tamponi positivi per le persone «nuove» sottoposte al test è scesa fino a quasi l’1,1%.
Il numero dei decessi settimanali è pari a 26, diciannove in meno di quelli registrati nella scorsa settimana, e comunque in calo continuo rispetto ai valori delle settimane precedenti.
Come sempre la volubilità di tutti questi numeri impone una grande prudenza nell’analisi degli andamenti.

Come sempre si ricorda che il dato provinciale è più puntuale e soffre molto di più delle imprecisioni nella comunicazione dei risultati. Per questo motivo l’analisi provinciale richiede ancor più prudenza.
Per esempio, sarebbe opportuno pubblicare il numero di tamponi effettuati ogni giorno per ogni provincia in modo da poter condurre a livello provinciale analisi simili a quelle sviluppate a livello regionale.

Le province si possono dividere in tre gruppi:

  • quelle che sembrano confermare la progressiva diminuzione dei casi positivi (Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Milano e Mantova)
  • quelle che mostrano un andamento altalenante (Como, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio);
  • quelle che sembrano avere un andamento «anomalo», crescente in maniera significativa rispetto alle settimane precedenti (solo Varese).

Continua la riduzione del numero dei positivi. Si rilevano alcuni focolai che diventano l’epicentro della diffusione, ma è evidente che il virus continua a essere presente in maniera diffusa.
Oltre a gestire la situazione attuale, oggi bisognerebbe pianificare l’attività del prossimo autunno. in modo da mantenere sotto controllo l’epidemia, ma da permettere una piena ripresa delle attività sociali ed economiche.
La giunta regionale, invece, sembra essersi dimenticata quanto sia importante la fase di pianificazione degli interventi ed essersi quindi votata all’improvvisazione sistematica.
Per fortuna che i lombardi, nella gestione delle loro attività, si dimostrano più capaci di chi li governa.