Coronavirus in Lombardia, i dati aggiornati a venerdì 20 novembre

Il commento

Il numero dei nuovi contagi sta finalmente diminuendo. Purtroppo la pressione sul sistema sanitario è arrivata a un livello critico e anche una crescita limitata può essere difficile da gestire.

La priorità assoluta è quella di potenziare gli strumenti di prevenzione e quindi bisogna:

  • chiudere il prima possibile questa faticosissima campagna di vaccinazione antinfluenzale;
  • potenziare le USCA, che sono ancora insufficienti;
  • rendere più veloci i tempi di prenotazione dei tamponi e di risposta delle analisi;
  • ripristinare il sistema di tracciamento potenziandolo laddove ha dimostrato tutte le sue lacune;
  • identificare immediatamente le strutture di accoglienza (COVID Hotel) dove ospitare i casi positivi che non hanno a disposizione abitazioni adeguate all’isolamento personale;
  • prestare attenzione alle RSA visto i focolai che si stanno sviluppando o che si rischia si sviluppino all’interno di queste strutture.

Regione Lombardia continua a non fornire i dati provinciali senza così permettere un’analisi più puntuale della situazione in cui si trovano i diversi territori.

Questa nuova emergenza mette ancora più a rischio le persone che hanno necessità di ricorrere al sistema sanitario per ragioni diverse dal COVID-19: oggi più che ad aprile i pazienti non-COVID sono in pericolo! Questo perché non c’è stata alcuna pianificazione della gestione di questa (prevista) seconda ondata.

I numeri

Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 53.072, circa il 14% meno di quanto rilevato nella scorsa settimana (erano 61.644) e quasi il 5,5% in meno anche di quella precedente (erano 56.122): finalmente il trend del contagio è in diminuzione e forse abbiamo superato il massimo incremento dei casi positivi. 

Nella settimana che si chiude oggi sono stati comunicati circa 245.000 tamponi, il 20% in meno di quelli della scorsa settimana. Speriamo che il calo dei casi positivi non sia collegato al calo dei tamponi effettuati.

La percentuale dei casi positivi sul numero di tamponi efficaci (positivi + negativi) arriva fino al 33,5% e anche la percentuale di tamponi positivi per le persone «nuove» sottoposte al test raggiunge addirittura il 50%. Si conferma che la situazione è praticamente fuori controllo e non si riescono ad effettuare tutti i tamponi che sarebbero necessari per un corretto monitoraggio del contagio sul territorio.

Anche il numero dei nuovi ricoverati (sia in terapia intensiva che non) ha cominciato a diminuire rispetto alla settimana precedente (siamo oggi a 930 ricoverati in terapia intensiva, rispetto agli 801 della settimana scorsa e ai 570 di quella precedente).

Il numero dei decessi settimanali invece continua a crescere ed è pari a 1.162, circa il 25% più della scorsa settimana, quando erano 910, e quasi il doppio di quella precedente (in cui erano 656, e prima 303).

Come sempre la volubilità di tutti questi numeri impone una grande prudenza nell’analisi degli andamenti.

La situazione nelle province

Come sempre si ricorda che il dato provinciale è più puntuale e soffre molto di più delle imprecisioni nella comunicazione dei risultati. Per questo motivo l’analisi provinciale richiede ancor più prudenza.

Osservando l’andamento delle ultime quattro settimane, le province lombarde si possono dividere nei seguenti gruppi:

  • Monza e Milano sono quasi stabili, con un valore finale simile a quello di quattro settimane fa (tra il 100% e il 110%);
  • Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia e Varese crescono meno del 50% (si situano infatti sotto il 150% del valore di riferimento)
  • Brescia, Como, Mantova e soprattutto Sondrio crescono più del 50% (raggiungono quindi valori superiori al 150% di quello preso come riferimento)

Si ribadisce la difficoltà di analizzare dati di cui non è garantita continuità, uniformità e omogeneità.