Coronavirus in Lombardia, i dati aggiornati a mercoledì 2 dicembre

Il commento 

Il trend a livello regionale è discendente.
Non va abbassata la guardia e bisogna prepararsi ad una eventuale terza ondata

  • Potenziare il tracciamento dei contatti dei positivi;
  • Allineare le USCA alle direttive governative che ne prevedono una ogni 50.000 abitanti;
  • Predisporre un piano di medicina territoriale efficiente;
  • Portare a regime i “covid hotel” per permettere un isolamento efficace dei casi positivi che non possono auto isolarsi nella propria abitazione.

Queste azioni vanno intraprese subito perché devono essere pronte qualora i numeri dovessero tornare a salire.

I numeri

Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 28.306, quasi il 40% meno di quanto rilevato nella scorsa settimana (erano 45.969) e quasi il 50% in meno di quella precedente (erano 56.323): il trend del contagio è in diminuzione da tre settimane!
Nella settimana che si chiude oggi sono stati comunicati quasi 240.000 tamponi, meno del massimo raggiunto tre settimane fa (di quasi il 20%).
La percentuale dei casi positivi sul numero di tamponi efficaci (positivi + negativi) scende al 28% e anche la percentuale di tamponi positivi per le persone «nuove» sottoposte al test si riduce al 34%. Anche se in calo, questi valori sono comunque molto alti: la situazione è ancora praticamente fuori controllo e non si riescono ad effettuare tutti i tamponi che sarebbero necessari per un corretto controllo del contagio sul territorio.
Finalmente il numero dei ricoverati (sia in terapia intensiva che non) inizia a diminuire rispetto alle settimane precedenti (siamo oggi a 855 ricoverati in terapia intensiva, rispetto ai 942 della settimana scorsa e ai 903 di quella precedente).
Il numero dei decessi settimanali invece continua a crescere ed è pari a 1.274, quasi il 10% più della scorsa settimana, quando erano 1.155, e quasi il 13% di quella precedente (in cui erano 1.127, e prima 875). Speriamo che presto anche questi valori diminuiscano, a confermare il miglioramento della situazione.
Come sempre la volubilità di tutti questi numeri impone una grande prudenza nell’analisi degli andamenti.

La situazione nelle province

Come sempre si ricorda che il dato provinciale è più puntuale e soffre molto di più delle imprecisioni nella comunicazione dei risultati. Per questo motivo l’analisi provinciale richiede ancor più prudenza.Osservando l’andamento delle ultime quattro settimane, le province lombarde si possono dividere nei seguenti gruppi:

  • Cremona, Monza, Milano e Varese sono in diminuzione del 50% o più, con un valore finale inferiore al 50% di quello di quattro settimane fa;
  • Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi e Pavia sono in diminuzione tra il 25% e il 50%, con un valore finale compreso tra il 50% e il 75% di quello di riferimento;
  • Mantova e Sondrio diminuiscono di meno del 25%, con un valore finale compreso tra il 75% e il 100% di quello di riferimento.

Si ribadisce la difficoltà di analizzare dati di cui non è garantita continuità, uniformità e omogeneità.