Covid-19: la situazione in Lombardia aggiornata a venerdì 8 gennaio

Il commento 

Il trend a livello regionale sta mostrando un andamento altalenante: sale, poi scende, poi torna a salire. Non è una buona notizia, perché dimostra che manca un controllo effettivo della situazione. Inoltre, il numero dei casi positivi è ancora molto alto.
La percentuale dei risultati positivi dei tamponi effettuati su persone «nuove» sale in maniera preoccupante: non c’è un monitoraggio efficace.
Cambiare la giunta regionale in una situazione così difficile dimostra ancora una volta quanto inadeguata sia stata la gestione della situazione fino a oggi.

La nuova giunta ha di fronte a sé cinque grosse sfide:

  • la pandemia;
  • la campagna vaccinale, in cui la Lombardia rimane ancora agli ultimi posti rispetto alle altre regioni;
  • la riforma della legge 23 che governa il servizio socio-sanitario regionale;
  • la ricostruzione del sistema dei servizi di prevenzione;
  • la scelta delle persone da mettere a capo delle agenzie delle aziende sanitarie.

I numeri 

Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 13.026, quasi l’8% in più di quanto rilevato nella scorsa settimana (erano 12.076) e circa il 9% in meno di quella precedente (erano 14.404 e prima ancora 16.888): la situazione è altalenante, con una serie di alti e bassi che si alternano ormai da qualche settimana!
Nella settimana che si chiude oggi sono stati comunicati circa 113.000 tamponi, un numero sempre più basso (siamo quasi a un terzo) rispetto ai livelli mantenuti nel mese di novembre.
La percentuale dei casi positivi sul numero di tamponi efficaci (positivi + negativi) risale oltre il 21% e anche la percentuale di tamponi positivi per le persone «nuove» sottoposte al test supera il 32% (era al 30% la scorsa settimana). Questi valori sono tornati a crescere e sono comunque molto alti: è chiaro che non si riescono ad effettuare tutti i tamponi che sarebbero necessari per un corretto controllo del contagio sul territorio.
Torna a crescere anche il numero dei ricoverati non in terapia intensiva: questa settimana sono 84 più di quella precedente. I ricoverati in terapia intensiva diminuiscono ancora, ma sempre più lentamente (oggi ci sono 466 ricoverati in terapia intensiva, rispetto ai 487 della settimana scorsa e ai 522 di quella precedente).
Anche il numero dei decessi settimanali è superiore a quanto rilevato la scorsa settimana: oggi sono 462, circa il 10% in più della scorsa settimana, quando erano 421, e il 17% in meno di quella precedente (in cui erano 557, e prima 644).

La situazione nelle province

Osservando l’andamento delle ultime quattro settimane, le province lombarde si possono dividere nei seguenti gruppi:

  • Bergamo, Lodi e Monza sono in diminuzione del 40% o più, con un valore finale inferiore al 60% di quello rilevato quattro settimane fa;
  • Como, Lecco, Milano, Mantova, Pavia e  Sondrio sono in diminuzione tra il 10% e il 40%, con un valore finale compreso tra il 60% e il 90% di quello di riferimento;
  • Brescia, Cremona e Varese sono stabili oppure in crescita fino al 20%, con un valore finale compreso tra il 100% e il 120% di quello di riferimento.

Da oggi si aggiunge un nuovo grafico in cui sono evidenziati gli andamenti delle province in termini di numero dei casi positivi per 100.000 abitanti nelle ultime quattro settimane.
Particolarmente critiche sono le province di Brescia, Como, Sondrio e Varese dove nell’ultima settimana si registra una crescita rispetto alla settimana precedente, con un numero di casi superiore ai 180 ogni 100.000 abitanti.